I.C. Colozza CB

“….una scuola che persegue l’integrazione è una scuola migliore per tutti, perché determina forme più avanzate di crescita culturale e personale non solo dei ragazzi diversamente abili, ma di tutti gli alunni”.

L’obiettivo primario che la scuola si pone è l’integrazione, vista non solo come momento socializzante per i bambini in difficoltà, ma come esperienza di arricchimento per tutti. Il percorso individuale di apprendimento e di socializzazione mira a promuovere al massimo l’autonomia personale, l’acquisizione delle competenze e delle abilità espressive, comunicative e logiche, tenendo presenti gli obiettivi a breve, medio e lungo termine che si intendono realizzare.

I percorsi d’integrazione degli alunni diversamente abili impegnano tutti i settori delle nostre scuole in modo continuativo. L’azione didattica e educativa si realizza in un clima di condivisione degli aspetti progettuali, che coinvolgono insegnanti, educatori, operatori socio-sanitari e famiglie.

E’ presente una Commissione di coordinamento e organizzazione delle attività, IL GLI formato da:

  • Dirigente scolastico,
  • Docenti curricolari
  • Docenti di sostegno
  • Personale ATA
  • Famiglie
  • Referente DSA
  • Collaboratori del Dirigente Scolastico
  • Fiduciari di Plesso

I docenti referenti, gli insegnanti di classe, l’insegnante di sostegno e gli operatori ASL collaborano e predispongono un Piano Educativo Individualizzato (PEI) sulla base delle indicazioni fornite dalla diagnosi funzionale e dal profilo dinamico funzionale.

Il P.E.I. si articola in modo da prevedere la costruzione e la realizzazione di percorsi individuali di apprendimento. Valuta con particolare accuratezza i livelli di partenza dell’alunno e pone una progressione di traguardi orientati, da verificare durante l’anno..

Secondaria

Secondaria

Secondaria

Secondaria

Primaria

Primaria

Primaria

Infanzia

Genitori

PIANO ANNUALE INCLUSIONE

B. E. S.

Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati non obbligatoriamente supportati da una diagnosi medica e/o psicologica, ma comunque riferiti a situazioni di difficoltà tali da far prefigurare un intervento mirato e personalizzato. Il panorama dei bisogni è molto ampio, non si riferisce solo a cause specifiche, la loro natura non è stabile nel tempo poiché possono venire meno o essere superati. Si può trattare di svantaggio sociale e culturale, di disturbi specifici di apprendimento e/o di disturbi evolutivi specifici, di difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana in bambini appartenenti a culture diverse. Le linee di intervento vengono declinate in ordine alle diverse tipologie. Gli alunni che mostrano di avere Bisogni Educativi Speciali sono quantificati intorno al 10‐15% del totale, mentre quelli in possesso di una certificazione, individuati storicamente come diversamente abili, da una tradizione pedagogica che ci ha caratterizzato nel mondo, il 2‐3%. L’insieme dei provvedimenti adottati chiarisce come la presa in carico dei BES debba essere al centro dell’attenzione e dello sforzo congiunto della scuola e della famiglia.

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